Vino Nobile di Montepulciano

VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO D.O.C.G.
La prima D.O.C.G. ad arrivare sui mercati italiani fu il Vino Nobile di Montepulciano nel 1983 (annata 1980)
Gli ettari iscritti alla D.O.C.G. sono circa 1.300 e da questi se ne ricavano circa 7/8 milioni di bottiglie l’anno.
I vitigni che concorrono alla sua composizione sono il Sangiovese (denominato a Montepulciano Prugnolo Gentile), minimo 70% e per il restante 30%, altri vitigni, tradizionali o internazionali, sia a bacca rossa che bianca, purché questi non superino il 5%.
Questo ha dato modo ai produttori di creare vini diversi che a me piace suddividere in 3 categorie:
TRADIZIONALI. Al Prugnolo Gentile si affiancano gli storici vitigni complementari, quali Canaiolo, Colorino e Mammolo; in cantina quasi solo botti di grandi dimensioni.
INNOVATORI. I complementari sono tutti internazionali, dal Merlot, per ammorbidire rapidamente il prodotto, al Cabernet, per ampliare lo spettro olfattivo, per finire con il Syrah che rafforza i fruttati. In cantina botti grandi e barrique.
BRUNELLESCHI. Il Sangiovese non ha bisogno di essere “migliorato” e si può fare un grande vino anche utilizzandolo da solo, esattamente come a Montalcino. Prediligono le botti grandi.
Non può essere immesso in consumo prima del compimento dei due anni di affinamento (di cui almeno uno in contenitori di legno) calcolati a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di produzione delle uve. Per la Riserva l’affinamento minimo è protratto di un anno.
I vini ovviamente risentono sia della composizione ampelografica (vitigni) sia delle differenze altimetriche (si va dai 250 ai 600 metri), di esposizione e di composizione dei terreni, ma mantengono uno stile, che rispetto ai vini di Montalcino si esprime con una maggiore morbidezza pur mantenendo importante struttura e freschezza gustativa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *