Solaia: la verticale

1999

Colore vivace e compatto.
Al naso è un succo di frutta che si esprime ancora nella sua fase rossa, con marasca e ciliegia che si accompagnano a un mazzolino di viole appassite, con fieno e cuoio. Gli unici riferimenti vegetali riguardano note mentolate mentre le spezie sono appena accennate.
Al palato è opulento ma non ancora morbido, con acidità ancora in primo piano e tannini che si allargano sull’intera lingua. Finale di bocca lungo e coerente.
1998
Riflessi aranciati di discreta vivezza.
Frutta sotto spirito e pot pourri anticipano richiami speziati, caffè e animali che più che il cuoio ricordano la pelliccia.
In bocca acidità, tannino e alcol non sembrano del tutto integrati disegnando un insieme che manca di morbidezza ed equilibrio. Il finale non delude in persistenza.
1997
Osservando il colore e la sua vivezza si direbbe un vino di 10 anni più giovane!
Naso evoluto ma di assoluta definizione: confettura di frutta rossa, minerale ferroso,  anice stellato, cioccolato, caffè e delicato ricordo di cuoio sono rinfrescati da soffi mentolati e accenni eterei.
L’impatto gustativo quasi fresco, sostiene un tannino minuzioso, largo e compatto, virile ma non eccessivo, che incide sulla salivazione senza mai frenarla.
Calore misurato e persistenza clamorosa per un finale di bocca che da solo vale il biglietto di ingresso.
1996
Aranciato e discretamente vivo.
Pepe, cannella, prugna e richiami floreali non così netti precedono balsamicità e mineralità sassosa.
Tannino di accettabile precisione e freschezza in “do” minore per una chiusura di bocca di apprezzabile lunghezza.
1995
Riflessi aranciati ma decisamente vivi.
Esordio vegetale, poi erbe aromatiche, frutta ma soprattutto connotazioni fumé, china e ginepro.
Tannini quasi sorprendenti disegnano l’intero cavo orale, con alcol in secondo piano e acidità decisamente frenata dalla significativa personalità astringente.
Un diamante ancora grezzo, ma pur sempre un diamante.
1994
Rubino di sorprendente luminosità.
Olfatto affascinante: frutta nera, quasi cremosa, articolata su more e mirtilli, cui fanno seguito spezie fini, sentori ematici, cuoio, fumé e accenni di smalto e vernice.
Assaggio di rara delicatezza espressiva, in virtù di tannini limati dal tempo, calore alcolico misurato, acidità e sapidità che rinfrescano il palato per un finale lungo, coerente e appagante.

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