La Chablisienne

Chablis è un luogo magico, se ci vai una volta poi non potrai fare a meno di tornarci.
Situata a 160 km a sud est di Parigi, lungo la Sereine, appartiene solo formalmente alla Borgogna vitivinicola ma è più vicina e più simile alla Côte des Bar, la regione più a sud dove si produce champagne.

Due sono i tipici suoli: il Titoniano e il Kimmeridgiano.
Il primo, molto ricco in calcare, lo si trova soprattutto sulla sommità delle colline, dove, tra i 220 e i 350 metri, si possono produrre solo Petit Chablis.
Il Kimmeridgiano, lo stesso terreno della Côte des Bar, presenta una quota maggioritaria di calcare cui si accompagna una percentuale variabile di argilla ed è particolarmente ricco di gusci fossili di piccole ostriche dette Exogyra Virgula.
Il clima è continentale, con inverni rigidi ed estati calde. Il problema sono le gelate primaverili; nel 2016 quando se ne sono avute ben tre, tra aprile e maggio, che hanno fortemente compromesso la quantità delle uve alla raccolta.
I vigneron hanno studiato due tipi di soluzioni: una logica, quasi scontata: riscaldare la vigna con dei piccoli bruciatori. I costi sono elevati, i risultati pressoché garantiti, lo spettacolo notturno… assicurato!
L’altro sistema è invece alquanto sorprendente e consiste nello spruzzare acqua sulle piante. L’acqua, congelandosi, cede energia all’ambiente (calore latente di congelamento 80 cal/grammo di acqua) impedendo l’ulteriore diminuzione della temperatura. Anche in questo caso lo spettacolo è garantito.
Le A.O.C., corrispondenti alle nostre D.O.C., a Chablis sono 4: Petit Chablis (18% della produzione totale), Chablis (66%), Chablis Premier Cru (14%) e Chablis Grand Cru, che rappresenta meno del 2% della produzione totale. Lo Chardonnay, incrocio spontaneo tra Gouais bianco e Pinot nero, è l’unico vitigno ammesso.
I vini che abbiamo scelto per rappresentare la regione sono quelli della Chablisienne, la più grande cooperativa della Borgogna, un vero gioiello per organizzazione, ampiezza della gamma e qualità dei prodotti, tra i quali abbiamo selezionato i seguenti:
PETIT CHABLIS Pas si petit 2017 – Colore verdolino e semplici profumi fruttati, che ricordano la mela, la susina e gli agrumi, con evidente nota vegetale che caratterizza quasi sempre questa denominazione e contribuisce a dare intensità al prodotto. L’assaggio regala un vino in cui alcol, morbidezza e sapidità lasciano campo libero all’acidità, che si esprime in maniera netta e tagliente, segnando anche la chiusura di bocca, non lunghissima, con una percepibile ma non invadente, nota amaricante.
Chablis Les Venerables 2015 – Visivamente l’impatto è simile al Petit Chablis, quello che cambia profondamente è l’aspetto olfattivo: niente più ricordi vegetali, compaiono rimandi floreali di sambuco e la mela viene quasi sostituita da una pera matura, mentre l’aspetto minerale diviene chiaramente percepibile. In bocca si percepisce ancor più chiaramente la caratterizzazione solare dell’annata 2015, che regala un sorso più morbido e caldo, meno fresco, con la sapidità che diventa valutabile e una persistenza appena più apprezzabile.
Chablis 1° Cru Côte de Léchet 2014 – Riva sinistra della Sereine, terreno ricco di calcare. Alla fine le differenze visive sono fin qui minime, mentre l’olfatto si caratterizza immediatamente per una olfattiva sicuramente più definita che anticipa un ventaglio di riconoscimenti più largo del precedente, con un floreale più definito, una mineralità molto ben espressa, fruttati che riprendono a parlare di agrumi, di pesca bianca e un elegante finale di menta. Gusto nuovamente e piacevolmente marcato dall’acidità che in questo vino però è totalmente fusa nelle altre caratteristiche del vino e lascia percepire anche l’alcol e la sapidità. Di particolare rilievo l’eleganza della chiusura di bocca oltre alla lunga persistenza.
Chablis 1° Cru Vaulorent 2014 – Riva destra della Sereine, accanto al Grand Cru Bougros e Preuses, suolo marnoso. Le reali differenze con il vino precedente sono tutte nella descrizione olfattiva, più ampia, declinata su accenti più caldi e morbidi, di frutta matura e di fiori aperti e mette in primo piano minor mineralità per mostrare anche una sfaccettatura speziata. Più caldo e strutturato degli altri, con la sapidità che riesce a conquistare maggior spazio lasciando ancora una volta un lungo e piacevole finale mentolato. Un vino di maggior potenza e di apprezzabile eleganza.
Chablis Grand Cru Les Clos 2014 – Suolo prettamente calcareo. Si presenta con una nota floreale e diretta, mineralità quasi potente, un fruttato declinato sulla nespola, gli agrumi e un corredo speziato molto fine e affatto dolce, poi nocciolina e sbuffi tostati. Grande fusione nei vari elementi, non ancora morbido né caldo, ma in grado di mostrare, contemporaneamente, freschezza e sapidità. Persistenza di gusto compatta e lunghissima per un finale coerente e appagante.
Chablis Grand Cru Chateau Grenouilles 2015 – Terreno calcareo marnoso. Esordio speziato, che ricorda il pepe bianco e l’anice stellato, qualche delicato accento tostato e poi fiori, ananas e pesca gialla, con chiusura minerale che disegna un quadro dove l’elemento maggiormente apprezzabile non è la potenza ma l’eleganza. Ingresso gustativo fresco, alcol domato, morbidezza in divenire, sapidità presente e corpo ben formato. Probabilmente il vino più intenso, di lunghissima persistenza con chiusura di bocca estremamente elegante, piacevole e godibile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *